Patologie d'ansia

Soffrite di un disturbo da stress o dell'adattamento?


I soggetti che soffrono di un disturbo da stress:
•Manifestano ansia, depressione o altri sintomi psicologici o comportamentali dopo un periodo, un evento stressante o un importante cambiamento verificatosi nei tre mesi precedenti
•A causa di questi sintomi provano una sofferenza o una difficoltà nell’affrontare alcuni aspetti della vita di tutti i giorni (es. scuola, lavoro) rispetto a quanto si considera normale

Avete bisogno di aiuto per superare un trauma psicologico? (soffrite di un disturbo da stress post traumatico?)

•Restano coinvolti in (o assistono a) un evento traumatico che mette in pericolo la vita o la sicurezza (incidenti stradali, inondazioni, terremoti, stupri, rapine, ecc..) e che scatena un'intensa sensazione di paura, vulnerabilità od orrore
•Avvertono un senso di appiattimento o di distacco oppure non mostrano alcun coinvolgimento emotivo
•Diventano meno consapevoli di ciò che li circonda
•Percepiscono se stessi o l'ambiente in cui vivono come strani, irreali o indistinti
•Non sono in grado di ricordare un aspetto importante dell'evento traumatico
•Rivivono un trauma in vari modi, per esempio con immagini ricorrenti, sogni sconvolgenti o flashback
•Provano una profonda sofferenza a causa di qualsiasi cosa che simboleggi o ricordi l'evento traumatico
•Evitano deliberatamente ogni persona, luogo o attività che ricorda loro il trauma
•Hanno difficoltà a dormire, sono irrequieti o irritabili, hanno problemi di concentrazione, mostrano uno stato di ipervigilanza e risposte esagerate a rumori improvvisi
•Mostrano meno interesse nei confronti di importanti attività o vi partecipano con minore frequenza
•Si sentono distaccati o estraniati dalle altre persone
•Sono incapaci di provare determinate emozioni, per esempio sentimenti di tenerezza
•Sentono che non potranno avere una vita normale
•Provano una profonda sofferenza oppure non sono in grado di lavorare, di studiare, di instaurare rapporti con gli altri o di svolgere le loro attività abituali

 

Gli psicologi psicoterapeuti dello studio Ipnosi Cambiamento utilizzano questi approcci con i seguenti scopi:

  1. Aiuta il paziente a trovare e generare le risorse interne utili allo scambio sociale.

  2. Permette di “aggiornare” situazioni del passato o situazioni tipiche in cui la persona ha provato ansia riducendo l’ansia stessa grazie alle tecniche di desensibilizzazione e facendo in modo che idee e convinzioni negative associate a quelle situazioni possano essere modificate in favore di pensieri più positivi ed efficaci, generati sulla base delle nuove risorse.

  3. Permette di lavorare a livello profondo sulla paura del giudizio e su tutte quelle idee e convinzioni negative che ne derivano modificandole.

Gli psicologi psicoterapeuti dello studio Ipnosi Cambiamento utilizzano questi approcci con i seguenti scopi:

  1. Abbassare e neutralizzare l’ansia associata allo stimolo fobico attraverso tecniche di desensibilizzazione (EMDR, dissociazione V/K).

  2. Aiutare, attraverso l’ipnosi Ericksoniana, la persona a trovare nuove risorse per gestire lo stimolo fobico e quindi non evitarlo.

  3. Ridurre, sempre con l’ipnosi, l’ansia anticipatoria di modo da rendere la persona più sicura rispetto alla cosa che gli fa paura.

Risolvere il disturbo osessivo-compulsivo

Gli psicologi psicoterapeuti dello studio Modelli di Cambiamento utilizzano l’ipnosi ed altre forme di terapia verificatesi particolarmente efficaci nel disturbo ossessivo compulsivo seguendo questo schema generale:
•Controllo del sintomo attraverso la terapia strategica breve (non sempre è possibile all’inizio perché alcune persone fanno più fatica di altre ad abbandonare il sintomo)
•Dare informazioni corrette ai familiari sul disturbo e coinvolgerli nel processo terapeutico
•Attraverso l’ipnosi aiutare il paziente a gestire le emozioni attraverso tecniche di desensibilizzazione, di modo da ridurre il numero di volte in cui il paziente reagisce con i sintomi ossessivo compulsivi
•Sempre attraverso l’ipnosi generare le risorse interne necessarie ad affrontare situazioni di difficoltà di modo da aumentare l’autostima ed il senso di sicurezza

Soffrite di disturbo ossessivo-compulsivo ?

I soggetti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo:
•Hanno pensieri o vedono immagini assurde, sconvolgenti o bizzarre
•Tentano continuamente, ma invano, di ignorare o bloccare i pensieri stidiosi
•Si preoccupano eccessivamente per la sporcizia, i germi o le infezioni
•Hanno paura di perdere o di dare via qualcosa di importante
•Avvertono l'impulso di pensare a determinate cose o di compiere determinate azioni ripetutamente
•Si lavano o puliscono eccessivamente
•Controllano ripetutamente alcune cose per assicurarsi che siano state fatte
•Compiono la stessa azione ripetutamente
•Conservano oggetti inutili perché pensano che prima o poi potranno servire
•Perdono più di un'ora al giorno a causa di pensieri o comportamenti strani
•Sono turbati o imbarazzati a causa di questi pensieri e comportamenti
•Trovano difficile svolgere le normali attività quotidiane a causa di pensieri invadenti o della necessità di compiere determinate azioni ripetutamente
Personalità ossessiva (link)

Risolvere l’ansia

Nella cura dell’ansia generalizzata, l’ipnosi Ericksoniana si pone come uno strumento rapido ed efficace perché attraverso la regressione ipnotica, le tecniche di svelamento, di affetto ponte e di attenuazione dell’affetto può andare a recuperare alcune situazioni del passato (ad es.: relazioni con familiari, amici, compagni di classe) collegate all’ansia che possono quindi essere rivissute con nuove risorse aumentando il senso di sicurezza, di autostima e di autoefficacia del paziente rendendolo quindi più sicuro e meno ansioso. Gli obiettivi della terapia sono quindi:

•Gestione dell’ansia: attraverso tecniche di terapia cognitivo comportamentale, autoipnosi e terapia farmacologica si aiuta il paziente ad affrontare i momenti d’ansia che si presentano durante il giorno.
•Rinforzo dell’autostima: in generale la persona con ansia generalizzata vive un disagio costante che la porta a sentirsi poco sicura di sé e poco efficace nell’affrontare le situazioni della vita. E’ possibile lavorare su questo tratto caratteriale attraverso le tecniche di ipnosi descritte sopra.

Si tratta di ansia generalizzata ?

Se soffrite di ansia generalizzata probabilmente avete uno o più di questi sintomi:

•Ansia e preoccupazione eccessive (previsioni che creano apprensione) per numerosi eventi o attività (come il rendimento professionale o scolastico), che si manifestano quasi tutti i giorni per almeno sei mesi
•Difficoltà a controllare la preoccupazione
•Almeno tre (uno per i bambini) dei seguenti sintomi associati all'ansia: 
1 Irrequietezza o senso di tensione o nervosismo
2 Tendenza all’affaticamento
3 Difficoltà di concentrazione o vuoti mentali
4 irritabilità
5 Tensione muscolare
6 Disturbi del sonno (difficoltà a prendere sonno o a rimanere addormentati; sonno agitato e non ristoratore)
•L'apprensione e l'ansia non si limitano alle preoccupazioni associate ad altri disturbi mentali, per esempio la paura di avere un attacco di panico associata al disturbo da attacchi di panico o la paura di essere infettati che può manifestarsi nel disturbo ossessivo-compulsivo
•Profonda sofferenza o compromissione delle funzioni sociali e professionali o di altre importanti funzioni a causa dell'ansia, della preoccupazione o dei sintomi fisici
•Il disturbo non è da imputare agli effetti diretti di una sostanza chimica (droghe o farmaci) o di una condizione clinica e non si manifesta esclusivamente in concomitanza con un disturbo dell'umore, un disturbo psicotico o un disturbo pervasivo dello sviluppo

Gli psicologi psicoterapeuti dello studio Ipnosi Cambiamento utilizzano questi approcci con i seguenti scopi:

Risolvere gli attacchi di panico

  1. Abbassare il livello dell’ansia e l’impatto degli attacchi di panico attraverso tecniche cosiddette di desensibilizzazione

  2. Aiutare la persona a rivivere, in ipnosi, i momenti di pancio con risorse positive fatte emergere e sviluppate attraverso l’ipnosi Ericksoniana. Questo aiuta la persona ad aggiornare vecchi schemi mentali ed a crearne di nuovi che fanno sì che situazioni, in cui prima si provava il panico, vengano vissute con emozioni positive o neutre nella realtà

  3. Orientare la persona al futuro con risorse positive di modo che le situazioni in cui si temeva di avere il panico non vengano più vissute con angoscia e non vengano, quindi, più evitate

Si tratta di un attacco di panico ?

L’attacco di panico è una sensazione improvvisa d’ansia che arriva in maniera inaspettata e che può colpire una persona durante un momento qualsiasi della sua giornata. I sintomi che accompagnano questa reazione sono solitamente:

•Palpitazioni o aumento della frequenza cardiaca
•Sudorazione
•Tremori o movimenti oscillatori
•Respiro affannoso o dispnea
•Sensazione di soffocamento
•Dolori o fastidio al petto
•Nausea o dolori addominali
•Vertigini, instabilità, capogiri o svenimenti
•Senso di irrealtà o di estraniazione rispetto a se stessi (derealizzazione)
•Paura di perdere il controllo o di impazzire
•Paura di morire
•Sensazioni di intorpidimento o di formicolio (parestesie)
•Brividi di freddo o vampate di calore

Risolvere l’ansia

Gli psicologi psicoterapeuti dello studio Modelli di Cambiamento utilizzano l’ipnosi nella cura dell’ansia seguendo studi scientifici che ne hanno testato l’efficacia in questi casi.

L’ipnosi Ericksoniana viene utilizzata perché: 
1.L’ipnosi favorisce uno stato di rilassamento profondo che contrasta le reazioni fisiche tipiche dell’ansia (tachicardia, senso di soffocamento, agitazione, disturbi a stomaco ed intestino, vertiggini, ecc…).
2.L’ipnosi Ericksoniana aiuta le persone a trovare risorse nuove per affrontare i problemi e può quindi facilitare la persona nel gestire l’agitazione ed i momenti di difficoltà nel presente.

Nello specifico si usano le seguenti tecniche con i seguenti scopi: 
•Attraverso le tecniche di desensibilizzazione è possibile attenuare l’impatto emotivo di alcune situazioni e quindi ridurre l’ansia ad esse associata.
•Le tecniche dell’affetto ponte e della regressione ipnotica permettono di “aggiornare” vecchie esperienze, in cui la persona ha provato forte angoscia, con risorse non presenti all’epoca di quei fatti. Questo rinforza nel paziente il senso di autostima perché lo fa sentire in grado di affrontare situazioni simili nel presente. Ciò accade perché, tutti gli studi condotti su questo problema, dimostrano che le esperienze passate in cui si è provata ansiarinforzano la reazione che si ha in situazioni simili nel presente.
•L’ipnosi permette di proiettare la mente nel futuro verso esperienze positive che rassicurano e rendono la persona più sicura nei confronti delle situazioni che creano ansia.

Soffrite di un disturbo d'ansia ?

I soggetti affetti da disturbi d'ansia:
•Hanno episodi caratterizzati da attacchi di panico, tachicardia, dolori al petto, sudorazione profusa, tremori, scosse e altri sintomi spiacevoli
•Temono di perdere il controllo, di impazzire o di morire durante questi attacchi
•Temono di manifestare sintomi imbarazzanti o di trovarsi in un luogo o in una situazione da cui può essere difficile scappare
•Evitano oggetti, luoghi o situazioni particolari a causa dell'ansia
•Hanno paura di oggetti o situazioni particolari o della prospettiva di dover affrontare tali oggetti o situazioni
•Temono le osservazioni e le critiche degli estranei
•Evitano o affrontano con estrema ansia le situazioni sociali
•Evitano di esibirsi di fronte ad altre persone o lo fanno con estrema ansia
•Avvertono un persistente senso di ansia, apprensione, inquietudine o irritabilità
•Si preoccupano per avvenimenti o attività di vario genere
•Trovano difficile controllare la propria ansia
•Hanno difficoltà a concentrarsi
•Sviluppano sintomi fisici, per esempio tensione muscolare
•Hanno problemi a prender sonno o a rimanere addormentati

Attacco di panico
Agorafobia
Ansia generalizzata
Ansia sociale
Fobia
(link a schede dedicate)

Risolvere L’ansia sociale e l’agorafobia


L’uso dell’ipnosi nella cura della fobia sociale permette di ottenere risultati in tempi brevi perché presenta diversi vantaggi:

•Abbassa il livello d’ansia collegato a situazioni relazionali attraverso tecniche di attenuazione dell’affetto o desensibilizzazione emotiva.

•Permette di sviluppare risorse nel presente che aiutano le persone a relazionare meglio con gli altri. Attraverso tecniche di ipnosi cognitiva le persone possono “allenarsi” in stato di trance a comunicare in maniera efficace con gli altri aumentando il proprio senso di autostima ed autoefficacia, e riducendo ulteriormente l’ansia.

•Se sono presenti situazioni passate che condizionano il livello d’ansia o la difficoltà a comunicare nel presente è possibile, con l’uso dell’ipnosi, “aggiornare” tali esperienze e riviverle positivamente alla luce delle nuove risorse sviluppate in terapia e questo fa sì che la parte profonda della mente attribuisca nuovi significati a quei ricordi rendendoli meno ansiogeni.

Si tratta di agorafobia?

•Timore di trovarsi in luoghi o situazioni da cui può essere difficile o imbarazzante scappare o in cui non é possibile ricevere aiuto in caso di un attacco di panico o di sintomi di panico. Le paure tipiche deII’agorafo- bia riguardano solitamente situazioni che includono il trovarsi fuori casa da soli, in mezzo alla folla, in fila, su un ponte, su un autobus, in treno o in automobile
•Queste situazioni vengono evitate o affrontate con profonda sofferenza o timore di avere un attacco di panico oppure richiedono la presenza di un accompagnatore
•La tendenza a evitare queste situazioni o I’ansia non sono imputabili a un altro disturbo mentale, per esempio a una fobia specifica, al disturbo d’ansia da separazione, al disturbo ossessivo-compulsivo, al disturbo post-traumatico da stress o alla fobia sociale
•II disturbo non é da imputare agli effetti diretti di una sostanza chimi- ca, per esempio droghe o farmaci, o di una condizione clinica
•Nel caso in cui esista un problema medico, l’ansia é evidentemente più intensa rispetto a quella solitamente associata al problema

Si tratta di ansia sociale?

•Paura intensa e persistente di una o più situazioni legate alla vita sociale o a determinate prestazioni in cui il soggetto viene a contatto con persone estranee oppure è esposto al giudizio altrui. Il soggetto ha paura di mostrare un comportamento o sintomi d'ansia che possono essere umilianti o imbarazzanti. (Nel caso dei bambini, quelli capaci di rapporti normali per la propria età devono manifestare ansia anche quando si trovano con i coetanei e non solo con gli adulti)
•L'esposizione alla situazione sociale temuta provoca quasi invariabilmente uno stato d'ansia, che può assumere la forma di un attacco di panico (i bambini possono piangere, avere accessi d'ira, rimanere impietriti o cercare di evitare le situazioni sociali in cui verrebbero a contatto con estranei)
•Il soggetto riconosce che la propria paura è eccessiva o irrazionale (a eccezione dei bambini)
•La situazione ansiogena viene evitata o affrontata con un estremo stato di ansia o sofferenza
•La tendenza a evitare le situazioni ansiogene, l'ansia anticipatoria o la sofferenza provata in queste situazioni interferiscono in modo significativo con la routine quotidiana, il lavoro, lo studio, le attività sociali o le relazioni interpersonali dell'individuo oppure causano una profonda sofferenza per il fatto stesso di soffrire di questa fobia
•Nei soggetti al di sotto dei diciotto anni il disturbo dura almeno sei mesi
•La paura o la tendenza a evitare le situazioni ansiogene non è da attribuire agli effetti diretti di una sostanza chimica (droghe o farmaci) o di una condizione medica e non è imputabile al disturbo da attacchi di panico, al disturbo d'ansia da separazione, al disturbo da dismorfismo somatico, a un disturbo pervasivo dello sviluppo, al disturbo di personalità schizoide o a un altro disturbo mentale
•Negli individui affetti da un disturbo fisico o mentale la paura non riguarda il disturbo stesso; per esempio, nel caso del morbo di Parkinson il soggetto non ha paura della balbuzie o dei tremori

Alcune delle compulsioni (atti ripetitivi) più comuni:


•Lavarsi le mani, fare il bagno ecc. in modo prolungato, ripetitivo o ritualizzato
•Pulire oggetti, mobili, pavimenti ecc. in modo prolungato, ripetitivo o ritualizzato
•Controllare ripetutamente elettrodomestici, luci, serrature ecc.
•Controllare ripetutamente possibili danni arrecati a cose o a persone (per esempio controllare se un'automobile ha investito un bambino o un animale.
•Controllare ripetutamente l'eventuale presenza di errori
•Scrivere o leggere lo stesso testo ripetutamente
•Contare il numero di vocali o di parole contenute in un paragrafo prima di leggerlo o dopo averlo letto
•Ripetere certi movimenti (per esempio sedersi, alzarsi, fare le scale, girarsi) un determinato numero di volte
•Scrivere ripetutamente elenchi
•Costante bisogno di dire determinate cose o di essere rassicurati

Risolvere il trauma


Il trauma viene risolto in tempo breve dall’ipnosi Ericksoniana che punta ai seguenti obiettivi:

1.Elaborare il trauma attraverso tecniche di desensibilizzazione sistematica (EMDR, dissociazione V/K)
2.Far emergere risorse personali profonde per aiutare la persona a superare ed attribuire nuovi significati all’evento traumatico.
3.Orientare positivamente il paziente al futuro di modo da prevenire l’evitamento e l’ansia anticipatoria.

Si tratta di disturbo post-traumatico da stress?
Chi soffre di un disturbo da stress post traumatico può presentare alcuni dei seguenti sintomi:
Esposizione a un evento traumatico in cui:

1.Il soggetto ha vissuto, affrontato o assistito a un evento o a più eventi che implicavano la morte o gravi lesioni reali o minacciate oppure una minaccia all'integrità fisica del soggetto stesso o di altre persone, e
2.La risposta del soggetto includeva sensazioni di paura intensa, vulnerabilità od orrore (nei bambini, comportamento caratterizzato da sofferenza o agitazione)
Persistente riesperienza di un evento traumatico in almeno uno dei seguenti modi:
1.Ricordi angosciosi, ricorrenti e invadenti dell'evento, che includono immagini, pensieri o percezioni (nei bambini, gioco ripetitivo che esprime temi o aspetti del trauma)
2.Sogni angosciosi ricorrenti relativi all'evento (nei bambini, sogni spaventosi senza alcun contenuto riconoscibile)
3.Il soggetto agisce o si sente come se l'evento traumatico si stesse ripetendo e avverte, per esempio, la sensazione di rivivere l'esperienza, il lusioni, allucinazioni e flashback dissociativi, inclusi quelli che si manifestano subito dopo il risveglio o sotto l'effetto dell'alcol (i bambini piccoli possono rappresentare nuovamente il trauma)
4.Intensa sofferenza psicologica in caso di esposizione a stimoli interni o esterni che simboleggiano o ricordano l'evento traumatico
5.Reattività fisiologica in caso di esposizione a tali stimoli

Persistente tendenza a evitare gli stimoli associati al trauma e diminuzione generale della reattività, come indicato da almeno tre dei seguenti sintomi

1.Tentativi di evitare pensieri, emozioni o conversazioni associati al trauma
2.Tentativi di evitare attività, luoghi o persone che risvegliano il ricordo del trauma
3.Incapacità di ricordare un aspetto importante del trauma
4.Marcata diminuzione dell'interesse per importanti attività o della partecipazione ad esse
5.Senso di distacco o di estraniazione nei confronti delle altre persone
6.Riduzione della gamma di sentimenti (per esempio incapacità di provare amore)
7.Previsione di un futuro breve (non aspettarsi una carriera, il matrimonio, dei figli o una vita di durata normale)

Sintomi persistenti di aumento dell'eccitabilità (non osservabili prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti sintomi:

1.Difficoltà a prendere sonno o a rimanere addormentati
2.Irritabilità o scoppi d'ira
3.Difficoltà di concentrazione
4.Ipervigilanza
5.Risposta esagerata agli spaventi

I sintomi persistono per oltre un mese

Sofferenza clinicamente significativa o compromissione delle capacità sociali o professionali oppure di altre importanti funzioni
Il disturbo post-traumatico da stress può essere acuto (con sintomi che durano meno di tre mesi) o cronico (con una durata superiore ai tre mesi) oppure avere un'insorgenza ritardata (con sintomi che non si manifestano per almeno sei mesi dopo il trauma)

Risolvere la FOBIA


Il trattamento a breve – medio termine delle fobie attraverso l’ipnosi Ericksoniana ha i seguenti scopi:

1.Abbassare e neutralizzare l’ansia associata allo stimolo fobico attraverso tecniche di desensibilizzazione (EMDR, dissociazione V/K).
2.Aiutare, attraverso l’ipnosi Ericksoniana, la persona a trovare nuove risorse per gestire lo stimolo fobico e quindi non evitarlo
3.Ridurre, sempre con l’ipnosi, l’ansia anticipatoria di modo da rendere la persona più sicura rispetto alla cosa che gli fa paura.

Si tratta di una fobia specifica?

Chi soffre di fobia specifica può presentare i seguenti sintomi:

•Paura intensa e persistente, eccessiva o irragionevole, che viene scatenata dalla presenza di un oggetto o di una situazione (oppure dalla prospettiva di doverli affrontare), per esempio un viaggio in aereo, l'altezza, gli animali, le iniezioni o la vista del sangue
•L'esposizione all'oggetto o alla situazione provoca invariabilmente un immediato stato d'ansia, che può assumere la forma di un attacco di panico (i bambini possono piangere, stringere con forza un oggetto o avere accessi d'ira)
•Il soggetto riconosce che la propria paura è eccessiva o irrazionale (a eccezione dei bambini)
•Il soggetto tende a evitare l'oggetto o la situazione di cui ha paura oppure li affronta solo con un estremo stato d'ansia o di sofferenza
•La tendenza a evitare le situazioni ansiogene, l'ansia anticipatoria o la sofferenza provata in queste situazioni interferiscono in modo significativo con la routine quotidiana, il lavoro, lo studio, le attività sociali o le relazioni interpersonali oppure causano una profonda sofferenza per il fatto stesso di soffrire di questa fobia
•Nei soggetti al di sotto dei diciotto anni il disturbo dura almeno sei mesi
•La tendenza a evitare le situazioni ansiogene, l'ansia o gli attacchi di panico non sono imputabili a un altro disturbo mentale, per esempio al disturbo ossessivo-compulsivo, al disturbo post-traumatico da stress, al disturbo d'ansia da separazione, alla fobia sociale, al disturbo da attacchi di panico o all'agorafobia.

Le ossessioni (pensieri ripetitivi) più comuni:

•Estrema preoccupazione nei confronti della sporcizia, dei germi, dell'urina, delle feci, delle sostanze tossiche, delle sostanze appiccicose
•Immagini disgustose di sporcizia o di deperimento umano
•Intensa paura delle infezioni (sia di essere contagiati sia di contagiare altre persone)
•Immagini o impulsi sessuali perversi (per esempio molestare un bambino)
•Immagini violente (per esempio accoltellare o picchiare qualcuno)
•Paura di farsi del male o di fare del male ad altre persone, deliberatamente oppure inavvertitamente
•Paura di provocare un evento negativo (per esempio un incidente) o di commettere un crimine
•Paura di dire qualcosa di osceno o di offensivo
•Estrema preoccupazione per quanto concerne la religione, la moralità o i valori
•Estrema preoccupazione per l'ordine, la precisione o la simmetria (accompagnata a volte dalla convinzione che accadrà qualcosa di negativo se le cose non sono in ordine)
•Pensieri persistenti relativi a colori, numeri fortunati e sfortunati, suoni o parole senza senso
•Superstizioni